INDICI GENETICI

Il miglioramento genetico è un processo dinamico che deve evolversi nel tempo assecondando e rispondendo alle esigenze degli allevatori, del mercato e del contesto territoriale in cui operano. L'efficacia di un programma di selezione si basa soprattutto sulla capacità degli strumenti selettivi (indici genetici) di identificare correttamente gli animali miglioratori. Questo dipende non solo dalla qualità dei dati disponibili ma anche, ad esempio, dal modello statistico utilizzato. Tutte le produzioni animali sono legate tra loro (favorevolmente o meno) dal punto di vista genetico ed utilizzare questa informazione combinata può fornire stime più accurate e più stabili.

L'evoluzione del miglioramento genetico si misura introducendo nuovi strumenti selettivi ma anche utilizzando metodologie sempre più accurate ed efficienti. In quest'ottica ANASB, a seguito di quanto deciso nell'ultima CTC del 13 febbraio 2018, ha introdotto una serie di novità nel calcolo degli indici genetici e nella loro pubblicazione, proseguendo e migliorando le attività svolte sino ad ora. Sulla base di queste considerazioni, gli indici per i caratteri produttivi e morfologici sono stati calcolati utilizzando un modello multi-carattere, introducendo il nuovo Indice Miglioratore Qualità (IMQ) che sostituisce il vecchio PKM.

Tradizionalmente l’obiettivo della selezione nella specie Bufalina è stato l’aumento della produzione di mozzarella, unitamente al miglioramento della qualità e della quantità del latte, utilizzando il PKM quale strumento selettivo che cercava di aggregare produzione e qualità in termini di Kg di mozzarella prodotti. Il miglioramento genetico presuppone un cambiamento nel tempo e per questo è necessario aggiornare gli strumenti selettivi per adeguarli alle nuove esigenze. Ecco quindi che si è deciso di fornire agli allevatori uno strumento diverso che tenesse conto dei rapporti negativi esistenti tra Kg e % di grasso e proteine, identificando i soggetti miglioratori aggiustando le loro produzioni in funzione della qualità. In particolare si è cercato di tener conto delle correlazioni parziali tra il latte e le percentuali, e del valore atteso degli indici % stessi sulla base dell’indice latte.

I caratteri produttivi presi in esame sono:

• Produzione di latte in Kg
• Produzione di grasso in Kg e in %
• Produzione di proteine in Kg e %

I caratteri morfologici presi in esame sono:

• Punteggio Generale
• Struttura
• Arti & Piedi
• Potenzialità Produttiva
• Apparato Mammario
• Body Condition Score
• Statura
• Altezza Torace
• Lunghezza Tronco
• Forza Pastoia
• Lunghezza Attacco Anteriore Mammella
• Larghezza Attacco Anteriore Mammella
• Distanza Piano Garretto
• Direzione Capezzoli
• Lunghezza Capezzoli

Il nuovo indice IMQ è espresso su una scala con media 100 e deviazione standard pari a 12, con i soggetti miglioratori posizionati sopra al 100, (quindi un soggetto con IMQ < a 100 indica un valore negativo).

In sintesi il nuovo indice IMQ è così ottenuto:

CALCOLO IMQ = EBVlatte + Equivalentegrasso + Equivalenteproteina

I dati impiegati nell’elaborazione sono quelli anagrafici, estratti dalla banca dati ANASB e quelli produttivi relativi a tutte le rilevazioni mensili effettuate dai controllori delle Associazioni Nazionali degli Allevatori competenti sul territorio e ricevuti mensilmente dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA). Nelle anagrafiche dei soggetti sono sempre mantenute le madri indicate (salvo cancellazione a seguito di test di ascendenza con esito negativo), mentre le paternità sono riportate solo se confermate mediante test di parentela.

Si ricorda che tutti gli indici sono espressi rispetto ad un base genetica di riferimento che è composta dalle bufale con lattazione nate nel 2010.