DNA

I controlli della produttività del bestiame, integrati con i dati dell’elaborazione degli indici genetici, hanno favorito un costante miglioramento quanti-qualitativo delle produzioni, con medie per capo che negli ultimi anni sono risultate superiori a ventidue quintali.
L’apprezzamento e l’interesse del mercato per i prodotti dell’allevamento bufalino (derivati del latte e prodotti carnei) hanno altresì favorito un costante incremento del numero di capi allevati.
Sussistono tuttavia, ancora oggi, a causa delle peculiari caratteristiche fisiologiche della specie, difficoltà nel controllo da parte dell’allevatore dell’attività riproduttiva. In particolare si fa riferimento alle tecniche ampiamente diffuse per la fecondazione delle bufale effettuata in monta naturale, introducendo nella mandria a stabulazione libera due o più tori, allo scopo di garantire una elevata percentuale di soggetti fecondati.
Appare evidente che in tali condizioni l’attribuzione certa della paternità ai vitelli nati può essere effettuata solo attraverso specifiche tecnologie.
L’adozione di programmi di selezione del bestiame è destinata a produrre risultati più vantaggiosi se cresce l’attendibilità delle genealogie utilizzate.
Considerando quanto premesso, il deposito del DNA e l’accertamento di ascendenza costituiscono la base del miglioramento genetico.

Le categorie di bestiame bufalino più interessanti ai fini della selezione sono:
> Maschi destinati alla fecondazione strumentale;
> Maschi destinati alla monta naturale;
> Figli di F.A.;
> Madri di Toro;
> Figlie di Madri di Toro;
> Bufale longeve;
> Bufale particolarmente produttive.

Modalità di invio dei campioni e costi delle analisi